Tribunale di Bari, sez. lavoro, sentenza 25 gennaio 2024, n. 297
Indennità di accompagnamento: il rateo già pagato non diventa recuperabile per la successiva comunicazione

Quando la richiesta di restituzione segue una revisione sanitaria, occorre verificare se il rateo contestato fosse già stato pagato prima che il beneficiario conoscesse l’esito dell’accertamento. Il Tribunale di Bari ha applicato questo criterio nella sentenza n. 297 del 25 gennaio 2024, relativa a una mensilità dell’indennità di accompagnamento.
L’INPS aveva richiesto il recupero di somme riferite al periodo da luglio a settembre 2023. Il ricorso era però limitato alla mensilità di luglio, pari a 527,16 euro, che risultava già percepita al momento della comunicazione del verbale di revisione, ricondotta nel provvedimento alla giacenza del plico dell’11 luglio 2023.
Il Tribunale ha richiamato la disciplina peculiare dell’indebito assistenziale e l’ordinanza della Cassazione n. 24180/2022. La tutela dell’affidamento richiede di considerare il momento in cui la perdita del requisito sanitario è portata a conoscenza del beneficiario, salvo che l’erogazione non dovuta gli sia addebitabile e non ricorrano le condizioni della buona fede.
Nel caso concreto, non risultava che la parte ricorrente conoscesse le ragioni dell’indebito prima della comunicazione del verbale. Il rateo di luglio era stato corrisposto anteriormente e non poteva quindi essere ricondotto, secondo il Tribunale, a una percezione dolosa. La successiva comunicazione non era sufficiente a renderlo recuperabile retroattivamente.
Il giudice ha dichiarato irripetibili i 527,16 euro e condannato l’INPS alle spese. La decisione riguarda soltanto il rateo dedotto in giudizio: non contiene una declaratoria generale di irripetibilità di tutte le somme richieste per il trimestre. Anche in questa vicenda, il confronto tra pagamento e comunicazione ha delimitato con precisione la tutela riconosciuta.
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