– La revisione sanitaria che accerta il venir meno dei requisiti per una prestazione assistenziale non rende automaticamente recuperabili tutte le somme già corrisposte. Occorre esaminare anche quando l’esito dell’accertamento è stato…
– La disponibilità dei dati reddituali da parte dell’INPS è un elemento decisivo nella valutazione di una richiesta di restituzione di prestazioni assistenziali. Se le informazioni erano conosciute o conoscibili dall’Istituto e non emerge un…
– Un successivo accertamento giudiziale che riconosca il requisito sanitario dalla data della revisione può incidere sulla richiesta dell’INPS di restituzione delle prestazioni. La sentenza del Tribunale di Foggia n. 593 del 3 marzo 2026…
– Una richiesta di restituzione rivolta all’erede non può essere valutata soltanto confrontando gli importi pagati con i limiti reddituali della prestazione. Nell’indebito assistenziale assumono rilievo anche la buona fede e l’affidamento…
– La comunicazione dell’esito negativo della revisione sanitaria assume un ruolo determinante nel recupero delle prestazioni assistenziali. Se il rateo è stato pagato prima che il beneficiario conoscesse la perdita del requisito, occorre…
– Il pagamento di una mensilità prima della comunicazione dell’esito negativo della revisione può generare un affidamento meritevole di tutela. La sua rilevanza deve essere valutata alla luce della sequenza concreta degli eventi, senza…
– Il riconoscimento di una prestazione nel corso del giudizio può far venir meno la necessità di decidere la controversia nel merito, ma non elimina la questione delle spese processuali. Queste devono essere regolate valutando quale parte…
– La presentazione di una nuova domanda di accertamento sanitario non dimostra, da sola, che il beneficiario sappia di aver perso il diritto alla prestazione già in pagamento. La Corte d’appello di Bari, con la sentenza n. 535 del 4 giugno…
– Il ripristino dell’indennità di accompagnamento durante la causa non comporta automaticamente che ciascuna parte debba sostenere le proprie spese. La sentenza della Corte d’appello di Bari n. 660 del 26 maggio 2025 applica il criterio…
– La successione tra pagamento della prestazione, comunicazione della revisione e richiesta di recupero è decisiva per valutare l’affidamento del beneficiario. Nella sentenza n. 181 del 14 marzo 2025, la Corte d’appello di Bari ha dichiarato…
– La cancellazione anagrafica non costituisce una prova insuperabile dell’assenza del beneficiario dal territorio nazionale. Quando la permanenza in Italia è dimostrata con elementi concreti, questi devono essere valutati anche ai fini del…
– Il pagamento della prestazione nel corso del processo può determinare la cessazione della materia del contendere, ma lascia al giudice il compito di regolare le spese. Nella sentenza n. 47 dell’8 gennaio 2025, il Tribunale di Foggia ha…
– La distanza temporale tra l’erogazione di una prestazione assistenziale e la comunicazione dell’indebito può assumere rilievo nella tutela dell’affidamento. Nella sentenza n. 1588 del 7 novembre 2024, il Tribunale di Velletri ha esaminato…
– La tutela dell’affidamento nell’indebito assistenziale richiede di distinguere le mensilità pagate prima della conoscenza dell’esito della revisione da quelle successive. Questa conoscenza può derivare anche dal perfezionamento della…
– Il diritto alla pensione ordinaria di inabilità e la decorrenza del pagamento sono aspetti distinti. Accertati i requisiti sanitari e contributivi, la mancata cessazione dell’attività lavorativa non giustifica, da sola, il rigetto della…
– La data delle operazioni peritali non coincide necessariamente con quella dalla quale sussistono i requisiti per una prestazione assistenziale. La Corte d’appello di Bari, nella sentenza n. 667 del 2 maggio 2024, ha riconosciuto…
– Lo stato di handicap in situazione di gravità ha un’autonoma rilevanza giuridica e può essere oggetto di accertamento senza che la domanda debba individuare un singolo beneficio da ottenere. Il Tribunale di Foggia ha applicato questo…
– La conoscenza effettiva dei redditi da parte dell’INPS può essere decisiva anche quando non risulti dimostrato l’invio di una specifica comunicazione da parte del beneficiario. Il Tribunale di Foggia, nella sentenza n. 1146 del 4 aprile…
– La mancata indicazione del contributo unificato nella liquidazione delle spese non rende sempre necessario chiedere la correzione del provvedimento. Nel decreto del 24 febbraio 2024, il Tribunale di Lecce ha precisato che la condanna alle…
– Una richiesta di recupero relativa a più mensilità deve essere esaminata distinguendo i pagamenti anteriori e successivi alla comunicazione della revisione sanitaria. La Corte d’appello di Bari, nella sentenza n. 2269 del 27 dicembre 2023,…
– La partecipazione a una visita di revisione non dimostra, da sola, che il beneficiario conosca l’esito sfavorevole dell’accertamento. Quando manca la prova della comunicazione del verbale, deve essere valutato l’affidamento riposto nella…
– Quando la richiesta di restituzione segue una revisione sanitaria, occorre verificare se il rateo contestato fosse già stato pagato prima che il beneficiario conoscesse l’esito dell’accertamento. Il Tribunale di Bari ha applicato questo…
– Un’imprecisione nella denominazione della prestazione non può essere valutata isolatamente quando il contenuto degli atti consente di individuare con chiarezza il diritto riconosciuto. Il Tribunale di Foggia, nella sentenza n. 391 del 6…
Nell’ambito del diritto civile e del lavoro, mi occupo principalmente di previdenza e assistenza sociale in materia di contenzioso INPS e INAIL: pensioni e assegni di invalidità civile, assegno ordinario di invalidità, indennità di accompagnamento e di frequenza, esenzione dal ticket sanitario, Disability Card, collocamento mirato, cecità, sordità, handicap, infortunio sul lavoro, malattia professionale. Scopri di più →